Il coro parrocchiale S. Leonardo

Luogo: Montevaccino, Chiesa Parrocchiale
Periodo: autunno 2007
Articolo inserito il: 04.02.12

Il coro parrocchiale S. Leonardo è attivo da moltissimi anni all'interno della comunità di Montevaccino per l'accompagnamento delle assemble liturgiche.
montevaccino.it dedica uno "speciale" a questi "volontari del canto liturgico", riproponendo l'articolo redatto da Gianko Nardelli dal titolo "Il coro parrocchiale S. Leonardo".

Sicuramente anche nei secoli scorsi sarà esistita una qualche forma di espressione corale legata soprattutto all’accompagnamento delle funzioni religiose. Lo testimonia un documento della Regola del Monte della Vacca, datata 1803, ove si parla dell’amministrazione delle 20 messe legatarie lasciate da Casa Pisetta di Valcalda e di Casa Monte e Pasolli che invece erano 69. In esso viene fatto esplicitamente presente che "queste tutte devono essere cantate a riserva della Mancanza de’ Cantori". Ciò fa presumere che fin d’allora esisteva una seppur limitata espressione di coralità religiosa (locale od ospite) considerato il numero limitato di abitanti della borgata.
Il poco tempo a disposizione non mi ha permesso di effettuare ricerche storiche più approfondite da cui emergerebbero certamente altre notizie al riguardo. Le notizie qui sotto riportate, pertanto, sono riferite ai primi decenni del XXI° secolo fino ai giorni nostri. Ci occuperemo inoltre in un’altra occasione del "Coro serale" (anni ’30), Coro "Ciao Ciao" (anni ’90) e del "Coro Giovani" (in attività dal 1999).


Una lunga esperienza trasmessa dai padri e dai parroci

Alcuni anziani del paese (da me tutti intervistati verso la fine degli anni ’80) mi riferirono che l’istituzione di un vero e proprio sodalizio corale risale verso gli anni ’20. Prima vi era la partecipazione all’esecuzione di canti liturgici di soli pochi cantori. Di alcuni mi hanno citato il nome: Carlo Ravanelli sen., Francesco Pallaver (Frànzele), Vincenzo Ravanelli (Gudàz), Francesco Degasperi (Cianci). Essi cantavano le messe in gregoriano che venivano accompagnate anche dalla giovane voce di Giuseppe Tomasi (dal Zìcol), oltre che naturalmente dal celebrante. Dal registro dei morti troviamo notizia che furono “cantori di chiesa” anche Pontati Attilio (1873) e Ravanelli Domenico (1843). Il buon Antonio Ravanelli (il mitico “Toni dal Mont de Sóto”) mi raccontò che nel 1922/23 iniziò a cantare assieme ad altri già gitati coristi a cui si aggregarono Degasperi Pietro (Pero), Tomasi Albino (dal Zìcol), interpretando con impegno – ad esempio – il Vespro in falso bordone. Quando il piccolo coro accompagnava la celebrazione di funzioni funebri riceveva un compenso di 1 Lira che i componenti si dividevano equamente.
Ma fu la trainante presenza di Luigi Sembenotti di Campotrentino nel 1920 a dare il “la” al vero e proprio coro parrocchiale che molti avevano desiderio di costituire. Egli era capocoro a Campotrentino ed assieme ad altri amici del Coro di S. Pietro (si ricorda un certo “Giacòn” ed un altro di nome “Dòro”) riuscì a stimolare in paese questa attività aggregativa. Con pazienza e disponibilità egli insegnò ai giovani coristi la Messa a tre voci “Mittem Berger” per tenore I°, II° e basso. L’esecuzione era accompagnata con un organo a mantici aperti. Dell’organico facevano parte: Edoardo Pasolli sen. (basso), Clemente Pallaver (tenore), Mario Pasolli (basso), Mario Ravanelli (basso), Giuseppe Pallaver (baritono), Silvio Bortolotti (baritono), Guido e Giovanni Tomasi (tenori secondi), Ruben Degasperi (tenore secondo), Giulio Pontalti (tenore primo), Giuseppe Tomasi (pregevole voce di tenore), Giorgio Ravanelli (tenore primo), Ilario Zambaldi (basso di notevole valenza). Naturalmente non possiamo dimenticare Matteo Ravanelli che, iniziando nel 1930 frequentò i corsi della scuola di musica sacra sotto l’attenta guida di don Celestino Eccher. Collaborò con il coro anche il giovane prete don Turno Grandi e cantarono anche fra le fila del sodalizio Mario Pergher e Pietro Ceresa Costa ed in maniera più stabile Carlo Ravanelli jr. Con i montesi Sembenotti condivise la comune passione per il canto liturgico, mettendo a loro disposizione la sua importante esperienza, soprattutto nel periodo estivo in cui saliva al "Mont" con la famiglia per la villeggiatura. Col tempo la preziosa presenza di Sembenotti si fece sempre più rara concentrandosi particolarmente nel periodo estivo. Grazie, comunque, al suo valido appoggio vennero organizzati “gemellaggi” e scambio reciproci di visite e concerti corali fra Campotrentino e Montevaccino.


Nel 1940 la direzione del coro e l’accompagnamento all’organo passa nelle mani di Matteo Ravanelli che tenacemente affronta questo impegno. Un episodio - che per l’epoca era da considerarsi un evento considerata la condizione di parziale isolamento in cui il paese si trovava rispetto alla città - è l’esecuzione dell’ ”Inno al Papa”, eseguito con le altre rappresentative corali della destra e sinistra Adige nel 1947 in Piazza Duomo a Trento. Il successo e la soddisfazione del pubblico e dei cantori fu davvero notevole ed il fatto di essere state invitate alla prestigiosa manifestazione per le voci montesi fu considerato motivo di vanto e di orgoglio.
Dopo la seconda guerra mondiale con una pubblica sottoscrizione venne acquistato dalla ditta Galvan di Borgo Valsugana l’armonium che, una volta sostituito negli anni scorsi con uno nuovo, è servito per accompagnare le cerimonie funebri nell’attiguo cimitero. Si ha pure notizia che l’ins. Gino Pedrotti, insegnante elementare di Martignano, raggiungeva a piedi Montevaccino da Villamontagna attraverso i sentieri dell’altopiano, per poter suonare l’armonium in chiesa. Durante la permanenza di don Guido Osler in paese, quest’ultimo si adoperò affinché il coro potesse operare, consolidandosi e migliorando la propria formazione.


Tuttavia, verso il 1960, il sodalizio vocale conosce una crisi associativa profonda che man mano lo stava portando al quasi totale scioglimento. Matteo Ravanelli, allora, decise di dar vita ad una formazione mista formata da ragazze e giovani della frazione. Non poche sono state le difficoltà da lui affrontate, soprattutto per quanto riguarda l’organico. Negli ultimi anni di attività il buon Matteo si trovava ad accompagnare all’organo le celebrazioni eucaristiche con tre sole voci femminili. Matteo si ammalò e così dovette abbandonare l’attività corale che venne affidata nelle buone mani di Davide Bertoldi di San Donà nel 1979. Frattanto Matteo Ravanelli si spegne all’età di 83 anni il 15 marzo 1980, dopo aver cantato, suonato l’armonium e diretto il coro, praticamente per cinquant’anni consecutivi.
Il nuovo maestro porta avanti il proprio impegno con dedizione e disponibilità riuscendo a coinvolgere voci note ed emergenti nell’esecuzione del repertorio classico della coralità sacra abbinandola alle nuove proposte dei repertori post-conciliari. Di lui i coristi ricordano la costanza nell’essere presente in paese, la perseveranza nel preparare i testi e le partiture, la severità con tutti (ad iniziare con se stesso) e le “occhiatacce” ai cantori disattenti. Schivo di carattere, ma buono e sensibile era piuttosto parco nel dispensare complimenti, ma ciò forse ha contribuito a forgiare coristi capaci, responsabili ed umili. Davide Bertoldi, che ha diretto il coro fino al 1989, ha seguito in parte la formazione musicale del suo giovanissimo allievo organista Corrado Ravanelli, corsista presso la scuola diocesana di musica sacra.
Davide Bertoldi è venuto a mancare nel 1999 ed a sei dalla sua scomparsa l’8 gennaio 2005 a S. Donà ha avuto luogo un concerto di musica sacra diretto da Giuliano Ravanelli ed animato dalla Corale dell’Argentario (formata dai coristi di Montevaccino, Villamontagna e S. Donà) con la partecipazione dell’Ensamble “G. Frescobaldi” di Civezzano.
Dal 1989 la bacchetta del “S. Leonardo” è passata nelle mani di Giuliano Ravanelli, mentre all’organo troviamo Corrado Ravanelli.
Nel 1996 il sodalizio giunge al proprio apice con l'incisione della musicassetta "Tollìte hostias" che raccoglie uno spicchio dell'esperienza corale liturgica sin qui maturata. Sicuramente un impulso decisivo al perfezionamento delle proprie prestazioni ed al miglioramento del repertorio sacro lo ha dato l'esperienza di musico e compositore di mons. Giuseppe Grosselli (parroco di Montevaccino dal 1989 al 2006) che ha favorito l'apertura di nuovi orizzonti al coro pur nel rispetto del principio di essere, prima di tutto, al servizio della comunità cristiana locale. Con l'esecuzione dei motivi il S. Leonardo ha saputo sempre accompagnare la celebrazione dei vari riti sacri, partecipando alle rassegne parrocchiali del Decanato di Povo, nella parrocchiale del rione periferico della Vela di Trento ed in città più volte nel Duomo (in particolare nel 1994 per il 100° della SAT) e nelle chiese di S. Francesco Saverio e della SS. Trinità. Ha inoltre dato vita a varie edizioni della “Festa di S. Cecilia” e organizzando gite in luoghi mariani e concerti a Vigo Meano (nel 1991 per il Centenario dell’allora Cassa Rurale di Povo e Vigo Cortesano), quindi a S. Donà e Castello Tesino. Il Coro ha pure accolto la corale polifonica femminile “L’eco dei sette mari” di Adria (Rovigo) nel 1992, ed ogni anno nella giornata dell’Epifania ospita il Coro Monte Calisio di Martignano. In onore del patrono del paese nel 1991 l’allora parroco don Bepi Grosselli riuscì a far elaborare l’armonizzazione dell’Inno di S. Leonardo al prof. G. Nano – docente al Conservatorio di Nuovo – su musica del teserano p. Pietro Vinante e su testo di don Modesto Lunelli.
Dal 2000, saltuariamente, alcuni coristi uniscono le proprie ugole alla Corale dell'Argentario composta da alcune voci della Corale polifonica SS. Fabiano e Sebastiano di Villamontagna. Questo per valorizzare la propria esperienza canora in una dimensione diversa e di più ampio respiro nel campo della musica liturgica e sacra, resa talvolta ancora più interessante dall'apporto professionale dei musicisti dell'Ensamble Girolamo Frescobaldi di Civezzano.
Al Coro S. Leonardo viene riconosciuta bravura e talento anche da parte di esperti di musica sacra e da tanti estimatori del canto liturgico e profano. Alla formazione viene riconosciuta l’impostazione e l’educazione della voce, ma soprattutto il senso religioso che i coristi sanno dare ai brani che interpretano.
La nostra comunità deve molto al “suo” Coro il cui impegno è apprezzabile sotto tutti i punti di vista per la costanza ed il lavoro formativo che porta avantisilenziosamente (non dimentichiamo che anche l’appuntamento con le prove settimanali sono un momento di crescita fondamentale). Essi non mancano mai di accompagnare puntualmente con i loro motivi sacri i momenti di vita religiosa della nostra comunità: dalla messa domenicale (dando spazio la prima domenica del mese al Coro Giovani) alle ricorrenze liete, solenni e meste vissute in paese. Tutto ciò vissuto con tanta buona volontà, senza protagonismi e pretese di sorta, in un genuino spirito di servizio e valorizzando questo prezioso dono avuto dal Cielo, mettendo in campo l'amore comune per il canto. Dire “Grazie!” a questi “volontari del canto liturgico” forse è poco. Oltre ad un’assemblea di fedeli che ascolta (e che magari canta insieme a loro) sarebbe motivo di gratificazione il poter contare su qualche ugola in più per migliorare e potenziare la formazione. Per questo la porta della sala prove del coro è sempre aperta a quanti intendono unirsi all’attuale organico per condividere la gioia di cantare all’unisono ed in armonia le lodi al Signore.


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Parrocchia S. Leonardo di Montevaccino

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