Grazie, don Bepi!

Luogo: Montevaccino
Periodo: autunno 2006
Articolo inserito il: 04.02.12

Domenica 3 settembre 2006 si è congedato ufficialmente dalla comunità di Montevaccino il nostro caro parroco don Bepi.
montevaccino.it dedica uno "speciale" a questa importante evento, riproponendo l'articolo redatto da Gianko Nardelli dal titolo "Grazie, don Bepi!".

Dopo quasi diciassette anni di attività il nostro caro parroco don Bepi lascia la guida pastorale all'interno della nostra comunità. Il suo cuore inquieto gli ha ricordato che, seppure forte è ancora la fibra e tenace è la voglia di darsi da fare, forse è il momento di rallentare i ritmi e gli impegni, dando ascolto ai messaggi che ogni tanto il corpo ci manda, ricordandoci i nostri limiti. Sicuramente, avendo da tempo raggiunto l'età della saggezza, don Bepi saprà far tesoro dei consigli dei medici, dei collaboratori e di quanti gli vogliono bene. Ma ve lo immaginate un don Bepi pantofolaio? Non sia mai detto! Prova ne è che in questi mesi, assieme alla preziosa segretaria Roberta Giampiccolo, ha dato alle stampe il pregevole libro "Chiesette alpine nel Trentino" (Vita Trentina editrice). Per non parlare poi delle Messe celebrate un po’ qua e un po’ là, ma sempre con le opportune cautele, senza affaticarsi troppo.
Ma d'altro canto se per Montevaccino è stata una benedizione averlo quale parroco per tanti anni, proprio il suo congedo ufficiale dalla nostra comunità (fissato per domenica 3 settembre 2006) ci ricorda quanto siamo stati fortunati ad averlo fra noi, considerata la sua età avanzata ed i suoi molteplici impegni. D'altro canto non è da ieri che don Bepi ci ricorda che sarà l'ultimo parroco "titolare", invitandoci (data la ben nota carenza vocazionale) a pensare in prospettiva al progetto di Unità pastorale con Martignano. Ciò che è successo a don Bepi - a parer mio - forse è stato il segnale forte, quasi un "ultimatum" perché si proceda in questo senso. In verità, è opportuno dirlo, il problema è sul tappeto da tempo ed ora è giunto il momento di svilupparlo nelle sue varie articolazioni con la collaborazione di tutti. Un grazie, per questo, a don Giorgio Bortoluzzi (dal 1 marzo amministratore parrocchiale di Montevaccino ed ora nuovo parroco) assieme a tutti i sacerdoti che in questi mesi hanno garantito le celebrazioni eucaristiche. Un benvenuto anticipato a don Carlo Speccher, che sarà fra breve fra noi, impegni diocesani permettendo, quale nuovo collaboratore pastorale di don Giorgio.


Oltre tre lustri fra noi

La presenza di don Bepi fra noi credo sia stata importante e decisiva per la crescita spirituale, sociale ed umana della nostra comunità. Per lui il 3 settembre 1989 iniziava una nuova esperienza, quella di parroco, appunto, una mansione che non aveva mai esercitato nella sua seppur lunga esperienza sacerdotale. A 63 anni accettò l'incarico di diventare il nostro nuovo pastore, obbedendo al suo Arcivescovo e nonostante i suoi molteplici impegni diocesani e corali. Intraprese questo nuovo incarico non senza qualche difficoltà iniziale, subito superate grazie alla fattiva collaborazione degli organismi e dei collaboratori parrocchiali. Alle falde dell'altipiano dell'Argentario don Bepi trovò comunque il conforto di una vivace piccola comunità di quasi duecento anime (ora più che raddoppiate!) legate alle proprie tradizioni e con un forte senso di appartenenza al territorio, alla vita associativa ed a quella parrocchiale in particolare, ma desiderosa di aprirsi al mondo. A questo proposito celebre è la frase di don Bepi "el mondo nol finiss ai Bòleri" (inteso per chi scende, ovviamente, verso Martignano). Ma questa nuova "avventura" non spaventò di certo il nostro granitico don Bepi che con il piglio deciso che gli è proprio ed il suo entusiasmo quasi adolescenziale, si tuffò a braccia aperte in questa nuova esperienza pastorale. In fondo da buon montanaro e sciatore provetto, la vita lo ha allenato a salire e superare le érte lastricate di pietre sconnesse e con a lato spinosi roveti e magari sottostanti dirupi. Da buon amante della montagna ha saputo fare tesoro degli insegnamenti che questa sa dare ad ognuno: senso pratico, sincerità, prudenza, rispetto, coraggio, tenacia, forza, determinazione, ma anche bontà e generosità con un pizzico di umiltà. E ogni tanto fermarsi, non soltanto per tirare il fiato e riposare, ma anche per "ascoltarsi dentro" e tendere l'orecchio del cuore a ciò che Dio intende dirci intimamente. Ciò ci dà modo di staccare la presa della nostra quotidianità minata da rumori, stress, inquinamento ed impicci per avere quale unica colonna sonora il silenzio, che solo le cime delle montagne ci sanno regalare senza nulla chiederci in cambio.


Insieme abbiamo camminato...

Il suo arrivo fra noi certamente è stata una benedizione! Con il suo entusiasmo, la voglia di fare e le sue idee innovative (con la sua proverbiale caparbietà che a volte diventava testardaggine) certamente ha dato nuovo impulso alla vita comunitaria. Quante discussioni (anche vivaci, ma costruttive) e scambio di idee con i membri del Coro S. Leonardo, i sacristi, le brave catechiste, gli animatori della liturgia ed il consiglio pastorale e quello per gli affari economici! Quante idee ed iniziative ha messo in campo don Bepi, con l'aiuto di persone di buona volontà, in tutti questi anni per vivacizzare ulteriormente il senso di appartenenza ad una collettività di cristiani! Dai 96 numeri de "La Grega" che ci hanno aggiornato sull'attività della parrocchia in questi anni alle prime fiaccolate sul Calisio nella notte di San Silvestro dopo la celebrazione del Te Deum; dalle gite in montagna ed ai pellegrinaggi nei luoghi di culto mariano (magari animate dalle note della sua inseparabile fisarmonica); dalla processione del giovedì prima della Sagra al "Masèt" per implorare la grazia e la benevolenza della Vergine Maria all'impegno con i giovani per animare la "Via Crucis" del Venerdì Santo (con itinerari ogni anno diversi per coinvolgere in questo percorso di riflessione e preghiera le nuove famiglie che hanno deciso di risiedere nel nostro sobborgo). Ed ancora alla preparazione meticolosa delle liturgie assieme alle catechiste ed assistenti, al coro, ai sacristi, ai comunicandi e cresimandi ed alle famiglie accoglienti della catechesi. E poi ancora quanta attenzione ed affetto per i bambini, i chierichetti, i ragazzi, i giovani, le famiglie vecchie e nuove, gli anziani, gli ammalati, gli alpini, gli sportivi, per gli amici del Circolo, i custodi della memoria locale, i fedeli "extracomunitari" della domenica e delle festività (come lui li ha simpaticamente definiti).
Quanti momenti importanti abbiamo vissuti insieme: dai festeggiamenti per i suoi 40 e 50 di sacerdozio, alla nomina a monsignore quale cappellano di sua Santità, alle visite pastorali degli Arcivescovi mons. Giovanni Maria Sartori e mons. Luigi Bressan, alla trasferta in Perù per la nomina a vescovo ausiliare di Lima di mons. Adriano Tomasi ed ancor prima per il suo 40° anniversario di servizio a Dio ed alla Chiesa., l'inaugurazione della nuova piazza e del Centro Sociale. E quanta gioia per i tanti bambini battezzati ed alle coppie che si sono unite in matrimonio! Ma accanto a questi momenti felici non sono mancati alcuni momenti difficili, quando abbiamo dato l'ultimo saluto ai nostri compaesani scomparsi, quando il paese ha vissuto le vicissitudini legate al duplice delitto al Rifugio Monte Calisio nel 1994. E due anni più tardi quando, in seguito alla ristrutturazione della piazza, è scaturito il duro confronto interno al paese per le scelte urbanistiche messe in campo. Non cito altri episodi di cronaca nera se non quello che l'anno scorso si è concluso bene per il nostro caro Angelo Pasolli.
A don Bepi dobbiamo un grazie ulteriore per aver appoggiato, condiviso e sostenuto con i proponenti e gli enti coinvolti le idee sinora realizzate per migliorare l'assetto urbanistico della zona accanto alla Chiesa: dalla piazza ai lavori di ristrutturazione dell'edificio dedicato al nostro patrono S. Leonardo, fino alla più recente opera del nuovo parco giochi alla cui inaugurazione non ha potuto presenziare per ragioni di salute.
Ci mancheranno le sue prediche misurate ma pregne di contenuto, dando ogni domenica attualità alle pagine delle Sacre Scritture e del Vangelo in particolare, in cui non mancavano le esortazioni a riflettere sul significato di parole - a cui la fretta dei giorni nostri - ha fatto perdere un po’ il loro senso: amore, speranza, accoglienza, misericordia, tolleranza, giustizia e rispetto, per ricordarne alcune. Tutto ciò senza tante ipocrisie e interventi di facciata e con il sacrosanto diritto ad alzare la voce ed indignarsi quando l'ingiustizia, la prepotenza ed il materialismo dei bulli di turno mettono in gioco la dignità e tutto ciò che Dio ha messo a disposizione dell'uomo.
Qualcuno si domanderà: "Ma dopo il 3 settembre don Bepi verrà ancora a trovarci ? Celebrerà ancora ogni tanto la SS. Messa anche al Mont?" Non spettano certo a me le risposte e poi ricordiamoci che don Bepi non è nostro ed è stata una fortuna e una benedizione averlo avuto fra noi per tutti questi anni. Io mi auguro di sì, finché il Signore gliene darà la forza, aiutandolo magari a spegnere insieme le 80 candeline del suo prossimo compleanno, qualora gli mancasse il fiato (ma dubito!). Scherzi a parte, penso che se gli sarà chiesto egli sarà disponibile, compatibilmente con il suo stato di salute, i suoi impegni e le decisioni di don Giorgio. Perché, sono convinto, che una parte del cuore di don Bepi batte ancora forte per i suoi montesi.


Una vita di incontro, confronto e qualche... scontro

Di difficoltà il nostro mitico don Bepi ne ha superate tante in tutti questi anni sia come prete (per dono di Dio, della famiglia e del paese natale) sia come uomo impegnato nel sociale. Dal 1950 al 1966 fra i suoi giovani seminaristi, lui all'alba della sua vita sacerdotale e loro di quella vocazionale (ricordiamo che come allievo, fra gli altri, ha avuto anche l'attuale Arcivescovo di Trento mons. Luigi Bressan). Lo troviamo dal 1966 al 1971 assistente delle ACLI trentine condividendone i momenti di forte dibattito per reclamare dignità e giustizia nei confronti del lavoratori e delle loro famiglie: Ed ancora al fianco del movimento femminile per chiedere il giusto riconoscimento del ruolo della donna all'interno della società. Come non si fa, poi, a non ricordare le ansie, le preoccupazioni e le battaglie portate avanti (giorno e notte) con gli operai delle fabbriche trentine (Orvea, Huerth, Marzotto, Sloi, Laverda, Michelin e Carbochimica per citarne alcune) assieme ai loro rappresentanti ed agli studenti negli anni bui della grande contestazione: dalla fine del "boom" economico sino alla seconda metà degli anni '70. Per aver partecipato ad "un'assemblea aperta" nello stabilimento Michelin nell'agosto del 1974 dovette rispondere davanti alla Giustizia insieme ad altri sacerdoti, politici e sindacalisti. Quale delegato diocesano per la pastorale del lavoro e dei problemi sociali è stato, per quel tempo, un prete "scomodo" per il sistema (assieme a pochi altri confratelli), godendo però del rispetto dell'allora Arcivescovo mons. Alessandro Maria Gottardi da lui ricordato ancora oggi a quale prestigiosa figura di riferimento. Nel 1989 venne chiamato a seguire la Pastorale per il turismo, lo sport ed il tempo libero confrontandosi subito con un macrocosmo complesso in cui le esigenze del mercato turistico e sportivo, molte volte, mal si conciliano con quelle etiche e dell'anima in particolare. Fu un'ulteriore sfida per don Bepi. Il suo carattere coriaceo e combattivo ma incline all'ascolto ed al dialogo gli diede l'opportunità di ampliare i propri contatti e conoscenze, confrontandosi con gli operatori del settore turistico, alberghiero, sportivo nonchè con i parroci delle vallate ove ogni anno soggiornano in vacanza migliaia di turisti. Promuove tuttora l' importanza della diffusione della parola di Dio nelle località turistiche e valorizza il turismo sociale, forse povero per l'indotto, ma ricco di contenuti per la promozione della persona. Non manca di evidenziare le ricchezze date dal territorio ricco di storia, arte e tradizioni sacre, polemizzando con chi invece è incline ad un turismo "industrializzato". Ma ricordiamo anche le cose belle della sua esistenza "iperattiva": l'aver dato vita nel 1963 al Coro Trentino "Lagolo" con tanti concerti e trasferte sia in Italia che all'estero e negli ultimi anni l'aver creato, nel 1994, la Corale "Bella Ciao". Con la sua feconda penna di giornalista-pubblicista ha vergato prestigiosi articoli di fondo su Mondo Operaio delle Acli, "Settimana" di Bologna, Vita Trentina nonché su altri periodici e quotidiani sia nazionali che locali. Per non parlare della sua notevole attività di saggista così attento ai problemi sociali, alla devozione e coralità popolare, nonchè organizzatore e animatore di convegni, dibattiti, incontri a tutto campo ed ancora autore ed arrangiatore di canzoni popolari e di montagna tuttora presenti nella "scaletta" di molti cori. Sicuramente ho tralasciato alcune cose e mi scuso per eventuali imperfezioni, ma sono anche certo che questa non sia l'occasione per tracciare una sua dettagliata biografia.


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Parrocchia S. Leonardo di Montevaccino

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Commenti degli utenti

camillo flaim 25.09.16:
2 ultimi concerti : a Revò nel 2013 eseguito concerto su organo Mascioni del 1941 restaurato da Ciresa Paolo nel 1976.Il concerto fu organizzato dal coro parrocchiale e le musiche eseguite tutte di mia composizione. Altro concerto eseguito nel mese di agosto 2016(musiche di J.Stanley,D.Scarlatti, J.S.Bach, Camillo Flaim) sempre nella pieve revodana per rammentare il 40° anniversario. del restauro avvenuto nel 1976.
camillo flaim 10.05.12:
la mia ultima performance risale al 21 agosto 2011 su un organo Carrara in Flavon,con tutte mie composizioni; voglio dire ho fatto qualche progresso da quando ho iniziato nel 1963(sono quasi 50 anni). Auguri a lei per il suo titolo di mons. e per la sua veneranda età. Ho letto tutto il suo curriculum; OGNUNO DI NOI HA UN SUO"CURRICULUM"
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