60° di sacerdozio di mons. Giuseppe Grosselli

Luogo: Trento
Data: 29.06.10
Articolo inserito il: 17.07.10

Il 29 giugno del 1950 un giovane seminarista di nome Giuseppe Grosselli veniva ordinato sacerdote dall’allora vescovo de Ferrari a Trento. Iniziava così per il giovane prete, un’intensa vita religiosa costellata da intense esperienze sociali, umane, artistiche e pastorali.

Nato il 27 dicembre 1926 a Calavino da una famiglia profondamente religiosa ed impegnata nella comunità, il sacerdote quando parla della sua vocazione tiene a evidenziare con orgoglio che lo è "per grazia di Dio, della famiglia e del paese natale". Nel campo della musica e del canto sacro don Giuseppe (ma da tutti simpaticamente chiamato don Bepi) è bene ricordare che egli è stato allievo di mons. Celestino Eccher e del maestro fiorentino Ciccionesi. La sua carriera ecclesiastica lo ha visto assistente nella casa vacanze del Seminario a Tiarno di Sotto, quindi prefetto di disciplina ed insegnante di musica sacra dal 1950 al 1966 al Seminario maggiore di Trento. In sedici anni di attività didattica centinaia sono stati i suoi alunni, molti dei quali sono diventati sacerdoti, alcuni anche con cariche di indubbio prestigio. Fra questi illustri discenti anche l'attuale Arcivescovo di Trento mons. Luigi Bressan.

Don Grosselli matura per cinque anni dal 1955 al 1960 circa un'importante esperienza pastorale fra gli italiani residenti in Alto Adige, condividendo contemporaneamente l'impegno di assistente spirituale del movimento femminile delle Acli trentine. Dal 1966 al 1971 don Giuseppe viene scelto da mons. Gottardi per occuparsi dell'O.N.A.R.MO., l'opera per l'assistenza religiosa e morale degli operai nelle fabbriche. Nel 1966 riceve la nomina di delegato diocesano per la pastorale del lavoro e dei problemi sociali. Dal '69 ha condiviso con gli operai e le loro famiglie le ansie e le preoccupazioni per un futuro incerto, vivendo intensamente le battaglie portate avanti (giorno e notte, nelle piazze, ma anche nelle chiese assieme a don Dante Clauser e don Vittorio Cristelli in particolare) per reclamare condizioni di lavoro migliori e salari giusti. Dal 1973 don Giuseppe è iscritto all’albo dei giornalisti e collabora o ha collaborato come pubblicista a testate locali e nazionali. Negli anni 50’ scrive per "L’Eco del Seminario" una serie di racconti dal titolo "Preti d’assalto". Poi verga i suoi articoli per "L’Avvenire", la rivista "Settimana" di Bologna, il settimanale Vita Trentina, L’Adige (che ha pubblicato molte sue omelie), "Presbyteri", "Comunità" di Catania, "Strenna Trentina" ed altri ancora. Sinora sono circa 700 i servizi giornalistici da lui firmati (custoditi in dodici raccolte), vertenti su temi pastorali, culturali e di cronaca. Nutrita anche la sua bibliografia con una trentina di pubblicazioni date alle stampe.

Nel 1989 viene nominato delegato per la pastorale del turismo, sport e tempo libero. Fra le varie manifestazioni don Giuseppe è stato fra gli artefici del Giubileo degli sportivi trentini del 2000, fra i promotori del convegno nazionale di Folgarida del 2002 per l’anno internazionale delle Montagne e dell'incontro dei vescovi delle tre diocesi che sia affacciano sul Garda. Recentemente è stato fra i più convinti sostenitori della valorizzazione del "Sentiero de S. Vili". Più volte don Grosselli è stato interpellato dai mass media per esprimere il suo pensiero e quello della curia trentina sui maggiori temi di attualità legati al "fare turismo" sostenibile ed intelligente nel terzo millennio. Ma don Giuseppe ha saputo intervenire con fermezza, saggezza e buonsenso anche in occasione di temi scottanti quali l'apertura di nuove case da gioco, ma anche nelle tristi circostanze di chi ha perso la vita in montagna per disgrazia od imperizia. Dal 3 settembre 1989 sino al febbraio 2006 è stato apprezzato parroco, per la prima volta nella sua vita, a Montevaccino. La sua presenza è stata importante e decisiva per la crescita spirituale, sociale ed umana della frazione dell’Argentario.

Nel 2002 è volato in Perù per assistere alla nomina di mons. Adriano Tomasi, frate francescano di origine trentina, quale vescovo ausiliare di Lima, mentre nel marzo 2004 ha ottenuto la nomina dalla Santa Sede di Cappellano di Sua Santità, divenendo monsignore. Dopo il repentino distacco dall'attività pastorale dovuto a problemi di salute, attualmente mons. Grosselli collabora come celebrante presso alcune parrocchie della città.

Don Bepi, in maniera sorniona, confessa di aver "scribacchiato" musica, ma può vantare di averlo fatto dando vita a 200 "quaderni" ed aver composto motivi popolari e di montagna interpretati da numerosi cori. E’ stato maestro di varie formazioni corali (Coro "Lagolo", Coro dei Vigili Urbani di Trento, Coro di Costasavina, la Corale "Bella ciao" per citarne solo alcuni). Nel dicembre 2006 il Governatore del Trentino Lorenzo Dellai, lo ha insignito del prestigioso sigillo di San Venceslao.

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Parrocchia S. Leonardo di Montevaccino

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